Gennaio sta per finire, ma certe cose non cambiano mai: i pasti con i bambini piccoli restano sempre una piccola avventura quotidiana.
Oggi voglio condividere una scena recente dall’ora di cena. Niente grandi perle di saggezza nutrizionale, ma solo la realtà di una cena con un bambino di 3 anni. Perché, ammettiamolo, raccontare queste storie è una forma di terapia per tutti i genitori!
Ah, ovviamente, questa è una storia “di un’amica”, perché i figli dei nutrizionisti si comportano sempre bene a tavola e mangiano volentieri anche la verdura. Meglio scherzare!
Una cena con Emozioni Altalenanti
7:59 pm – La cena è servita! Un piatto semplice ma nutriente: risotto con zucchine e parmigiano. Un grande classico italiano, ricco di sapore e perfetto anche per i più piccoli.
8:00 pm – Gentile invito ai bambini di venire a tavola. Nessuno si presenta.
8:02 pm – Secondo invito gentile. Ancora nessun bambino all’orizzonte.
8:05 pm – Richiesta un po’ più decisa, ma con tono allegro e positivo (ovviamente, non sono affatto irritata).
8:07 pm – Mia figlia di 7 anni arriva e inizia a mangiare. Il treenne, invece, annuncia di essere stanco e si accascia sul divano (ma non sembrava stanco mentre giocava energicamente con le sue macchinine due minuti fa!).
8:08 pm – Con dolce fermezza, lo prendo per mano e lo accompagno al tavolo. Finalmente è seduto. Sospiro di sollievo.
Un Piccolo Successo… Temporaneo
8:11 pm – Il treenne esamina il contenuto del piatto e inizia a lamentarsi. Con pazienza carico il cucchiaio e lo incoraggio a mangiare.
8:12 pm – Miracolo! Mangia davvero!
8:15 pm – Tutto procede bene, ma poi… un boccone gigante viene sputato nel piatto. Pare che abbia dimenticato un passaggio fondamentale: deglutire.
8:16 pm – Riprendo il controllo, gli ricordo come si fa e, nel frattempo, comincia a giocare con le sue macchinine. Sembra di essere in Formula 1.
8:20 pm – Euforico per la sua performance, si alza in piedi sul seggiolone. Lo invito con calma a sedersi, ricordandogli che il seggiolone non è una Ferrari.
La Questione del Dolce
8:25 pm – Dopo 30 minuti, siamo finalmente vicini alla vetta della montagna culinaria. Un boccone alla volta, il piatto si svuota.
Nel frattempo, mia figlia di 7 anni ha terminato e si aggira intorno al frigorifero, aprendo una delicata trattativa sul dessert. So che non devo glorificare il dolce come una ricompensa, ma è chiaro che ai loro occhi è il gran finale.
✅ Strategia: Spiego che, se c’è spazio per il dolce, allora c’è sicuramente spazio per finire il risotto. Funziona (più o meno).
8:40 pm – Finalmente, il momento del dolce: banana e un po di Nutella. Nessun aiuto necessario per questa parte del pasto, stranamente.
Conclusioni di Mamma
Alla fine, la cena è una sorta di maratona emotiva, ma anche un piccolo trionfo.
Scopri di più sui nostri percorsi personalizzati su NutriFit Studio o seguici sui social:
Ti è piaciuto questo articolo? Lascia una recensione su Google!
Scritto dalla Dottoressa Loredana Canino, biologa nutrizionista a Trapani, Marsala, Valderice e Online.